Settembre 2020
Exotic Plants si configura come un’indagine sull’Eros che si manifesta nel mondo vegetale, mettendo in crisi la presunta neutralità dello sguardo umano. La serie, composta da otto opere, nasce da una ricerca su piante realmente esistenti le cui morfologie evocano in modo esplicito forme genitali maschili, attivando nel visitatore una tensione percettiva tra attrazione e repulsione. Questo cortocircuito visivo rivela quanto la sessualità sia ancora oggi filtrata da sovrastrutture culturali rigide e moralistiche, che generano imbarazzo, rimozione e censura. L’intento dell’artista è riportare alla luce una verità originaria: ciò che viene percepito come perturbante è presente in natura da millenni, antecedente a qualsiasi costruzione sociale del pudore, e diventa strumento per smontare le fondamenta di un perbenismo che continua a impoverire il rapporto con il desiderio.
Il progetto si sviluppa in dialogo con le riflessioni di Stefano Mancuso sull’intelligenza diffusa delle piante e sulle loro sofisticate strategie adattative. Pur prive di un sistema nervoso centralizzato e di movimento volontario, le piante elaborano soluzioni complesse per comunicare e riprodursi. Emblematica in questo senso è l’Ophrys apifera, orchidea che riproduce le sembianze di un’ape femmina per attrarre il maschio e garantirsi l’impollinazione attraverso l’inganno. Questa strategia mimetica diventa il fulcro concettuale di Exotic Plants: l’artista costruisce una pantomima percettiva in cui lo spettatore assume il ruolo dell’insetto, sedotto dalla forma, catturato dalla somiglianza e infine destabilizzato dalla consapevolezza del proprio sguardo.
Exotic Plants (Serie)









